venerdì 17 dicembre 2010

Le dieci invenzioni che ci mancano

Noi universitari(ebbene sì, ho effettuato nuova opera di accompagnamento e mi credo uno studente) siamo nevrotici, siamo sempre indaffarati, siamo tecnologici, siamo sempre al passo con l'attualità. Saremo i padroni del mondo di domani, non siamo degli Zuckemberg ma vorremmo diventarlo. L'idea di guadagnare milioni di dollari, o di euri, per una nostra idea ci sconfinfera non poco. Indi studiamo per un futuro personale migliore, protestiamo per un futuro generale migliore(se i soldi li fanno andare sempre dove già ci stanno, come facciamo noi a farli?), e ideamo un futuro ancora più innovativo e sempre più semplice. Semplice, questa è la parola giusta. Nel ventesimo e ventunesimo secolo abbiamo inventato esclusivamente per renderci la vita più semplice, più facile, meno faticosa. Prima scrivevamo con penna e calamaio, poi siamo passati alla biro, e dopo la biro alla macchina da scriviere, e dopo c'è stato il pc, fino ad arrivare ad internet che ti permette di parlare con persone a distanza di migliaia di chilometri. Ma tutto ciò che ci porta alla semplicità ci porta delle difficoltà oggettive. Ogni nuova invenzione porta "guerra e pace". Facebook, ad esempio, è un sito che permette di ritrovare e farsi dei nuovi amici. E per questo motivo, il caro Zuckemberg di prima, è diventato l'uomo dell'anno per il "Time"(rivista prestigiosa americana, qualcosa di lontanamente contraria al nostro "Panorama" che, ogni tanto, cerca di rifilarmi l'abbonamento). Comunque, il direttore del "Time", fregandosi amabilmente del sondaggio fatto sul proprio sito per scegliere l'uomo dell'anno, che ha visto vincere il caro Assange di Wikileaks scelto dai lettori, mette in copertina il già citato Zuckemberg perchè lui vede un mondo di potenziali amici, al contrario di Assange(quel debosciato) che vede nemici dappertutto. Ora, anche io se fossi ricercato in centottanta Paesi vedrei nemici dappertutto. Soprattutto dopo aver sputtanato presidenti e governi di quei Paesi, ma da qui a dire che Facebook è uno strumento di aggregazione ed amicizia ce ne passa. Si litiga ogni giorno su quel network. Dappertutto. Non passa giornata senza che trovo qualche nuovo gruppo dove tutti si insultano senza motivo, o con qualche presunzione di motivo. Ovviamente parlo del Facebook italiano dove, tra le varie cose, ci si insulta per:

-) Il calcio. Dove tutti pensano una sola cosa: la mia squadra è forte, tu tifoso avversario sei una merda. E da lì partono gli insulti a raffica. E molte volte si passa alle vie di fatto(la cronaca attuale ci potrà dire).
-) La politica. Dove chiunque odia chi dice il contrario del proprio pensiero.
-) La perfetta conoscenza della lingua italiana. Molti ormai sono membri onorari dell'Accademia della Crusca, per come si scandalizzano per un accento o un apostrofo sbagliato. Gli altri, quelli che veramente non sanno scrivere, da gennaio troveranno un motivo per continuare a non saperlo fare. Infatti inizierò un post mensile, come le ricerche, con le più belle frasi trovate su Facebook, dove si dimostra completa ignoranza verso la lingua di Dante.
-) I programmi tv. Ma vi rendete conto?
-) I tentativi di conoscenza tra giovani uomini e giovani donne. Più comunemente conosciuto come "faccio un complimento alla foto di una tipa che è mia "amica" e ottengo insulti e minaccie più o meno velate dal proprio ragazzo".
-) Cronaca nera. Con schieramenti da una parte e dall'altra che cambiano in cinque minuti.
-) Gusti musicali. Tra Tokio Hotel e Baustelle c'è di mezzo un mondo. Ma, almeno per me, ognuno può ascoltare ciò che vuole, basta che non obblighi il sottoscritto a faro. Sentitevi pure Apicella, tanto me ne cale.
-) Credente religiose. Gente convinta di avere l'unico vero Dio che mette link religiosi e poi augura la morte di tifosi avversari, atei, personaggi di cronaca nera, personaggi televisivi, protagonisti del Grande Fratello, etc. Non credenti che bestemmiano per il solo gusto di farlo, ovviamente per urtare la sensibilità dei credenti. E così via.

Ora, lo so, Facebook alla fin fine è lo specchio della nostra società. E quindi, da ciò, si capisce che siamo da queste parti così insoddisfatti da cercare, ogni giorno, un motivo in più per darci addorsso. Quasi come a sfogarci delle tristezze della nostra vita, o la rabbia repressa. Quindi altro che "amici", quello spazio è pieno di potenziali nemici. Quasi quasi c'ha più ragione Assange che vede persone cattive dappertutto. E' difficile trovare chi è veramente buono. Siamo uomini dopotutto. Per i nostri interessi saremmo capaci di fare le cose più orrende. Ma questo è un altro discorso.

In tutto ciò, io umile signorino scrivente, volevo elencare una lista di dieci possibili invenzioni che pur essendo nel 2010 ancora non siamo riusciti ad ideare. Indi studenti universari e non, datevi una mossa. E poi: voglio il trenta per cento dei vostri guadagni per avervi aiutato nell'idea.

10) Il teletrasporto. Lo so, per molti è impossibile, ma la soddisfazione di andare in un luogo in meno di un minuto(che non sia il bagno, correndo, quando hai un eccesso di svuotarti imminente) un giorno ce la dovremo togliere.
9) Un dispositivo che permetta di far vedere agli altri cosa stai pensando. Magari con immagini. Sarebbe una grande idea, sopratutto sarebbe la fine degli attori. Soprattutto quelli porno.
8) Se non ci si riesce col teletrasporto, mi piacerebbe vedere quegli enormi tubi di Futurama che ti portano in qualunque parte delle città. Matt Groening ha grande fantasia.
7) Natale vissuto come festa religiosa, per i credenti, e non come festa consumistica. Ma questo l'è proprio difficile.
6) Un siero che sconfigga gli zombie. Non ce ne sono, ma idearlo prima non fa mai male.
5) Una cura contro il cancro. Lo so, se non ve l'avessi detto io non c'avreste mai pensato.
4) Un'isola remota dove scaricare tutti i politici da rottamare. In Italia un buon novanta per cento si potrebbe già portarlo lì.
3) I dinosauri! Da portare poi sull'isola di cui sopra.
2) Autostrade solo per noi giovani. Ma questa è un'idea, piuttosto vecchia, degli Elii.
1) Qualcosa che sostituisca l'ombrello! Ma vi rendete conto che siamo nel 2010? Riusciamo a parlare con un ragazzo in Cina in pochi secondi(vabbè, proprio la Cina no) e non ideamo qualcosa che sostituisca quel pezzo di stoffa con pezzi di plastica che se tira un po' di vento si distrugge?

Dopo aver parlato di facezie e pinzillacchere con uno spunto filosofico sui network di oggi, vi propongo st'altra idiozia. Ma solo io ho notato che Assange e Neil Patrick Harris alias Barney Stinson sono la stessa persona?


La foto in apertura è per farvi capire l'importanze dell'ombrello. Mica penserete che l'ho messa per altro motivo! Malfidati.

Il cognome sbagliato di Mr Facebook è voluto. Mi diverto con poco.

2 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

la foto direi che risponde perfettamente al fatto che non sia stato inventato qualcosa al posto dell'ombrello,
altrimenti addio umbrella-ella-ella-eh-eh girls!

piuttosto mi stupisco che non abbia inventato qualcosa che faccia smettere di piovere e nevicare

luttazzi4ever ha detto...

Eh beh, la pioggia ci serve. Così come la neve. Sennò l'acqua indove la pigliamo!

In effetti...per le umbrella...inizio a pensare che la stoffa non deve essere sostituita. *_*

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